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I sentimenti di amore e di voler bene sono i grandi malati del nostro tempo. Stiamo diventando superficiali, indifferenti, aggressivi, a scapito degli affetti e dell’emotività. L’amore e il voler bene vengono banalizzati dalla televisione, strumentalizzati dal commercio, ridotti a genitalità dal consumismo. Ai tradizionali punti di riferimento, in passato persino troppo rigidi, abbiamo sostituito la leggerezza e l’effimero anche nei sentimenti. Amiamo male, in maniera immatura, rinunciamo al corteggiamento, impoveriamo l’amore, per arrivare velocemente alla conclusione avendo spesso come obbiettivi l’atto sessuale e il trofeo narcisistico. In tempi di sesso inflazionato ed esposto senza pudore è in crisi il galateo affettivo in genere: l’infantilismo domina, la gente esibisce con protervia le proprie carenze, si compiace nella propria ignoranza, si vanta di fatti di cui dovrebbe vergognarsi.  Siamo non soltanto estranei agli altri, ma anche a noi stessi, non facendo attenzione ai bisogni interiori. Spesso non si vivono meravigliosi momenti emotivi per ignoranza, insensibilità, fretta. Esiste un disagio nell’agio. Le persone sono più ricche, più nutrite, più longeve, ma più depresse e ansiose. Si comnica spesso con la violenza, si uccide per paura di essere abbandonati dalla fidanzata, ci si azzuffa e accoltella per una partita di calcio…. ma soprattutto c’è disimpegno e indifferenza assistendo passivamente alla prepotenza. C’è dunque bisogno di risanare moralmente la società, c’è bisogno di ortodossia in ogni competenza, ponendo rimedio alla degenerazione dei buoni sentimenti, partendo dai rapporti famigliari e di coppia, correggendo la tendenza alla frigidità affettiva, recuperando i valori del voler bene e dell’amore maturi. Ma finchè i modelli dei giovani sono dettati dalla televisione, finchè non si porrà un freno alla sopraffazione psichica, l’uomo sarà vittima di se stesso.

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