Vegan & V_Ital

Il veganismo non è una scelta.
La scelta termina dove inizia la vita di un altro.
Uccidere un essere vivente non è una scelta, è un assassinio.
- Autore sconosciuto

Spesso le persone sostengono che gli umani hanno sempre mangiato animali, come se questo giustificasse la continuazione della pratica. Secondo questa logica, non dovremmo neppure impedire l’omicidio, perché anch’esso è sempre stato praticato dall’inizio dei tempi.

Se sei convinto di essere naturalmente predisposto a mangiar carne, prova anzitutto a uccidere tu stesso l’animale che vuoi mangiare. Ma ammazzalo tu in persona, con le tue mani, senza ricorrere a un coltello o a un bastone o a una scure. Fà come i lupi, gli orsi e i leoni, che ammazzano da sé quanto mangiano…
-Plutarco, “Del mangiar carne”

“Già nella Genesi Dio aveva affidato all’uomo il dominio sugli animali ma possiamo anche intendere che quel dominio gli è stato dato solo in prestito. L’uomo non era il padrone ma soltanto l’amministratore del pianeta e un giorno dovrà rendere conto della sua gestione”.

“Con la carne dell’animale mangiamo infatti pure l’adrenalina scaricata nell’organismo in prossimità della morte o anche dello stordimento, che, comunque, è un atto di violenza e dà sofferenza all’animale. A questo proposito salta agli occhi una cosa interessante: per alcune civiltà definite primitive cibarsi di carne – animale ma anche umana – significava assumere la forza, l’energia, lo spirito che albergava in quel corpo. In realtà, ne assumiamo il terrore di fronte alla morte”

“Io penso che gli uomini saranno uccisi e torturati fino a quando gli animali saranno uccisi e torturati e che fino allora ci saranno guerre, poiché l’addestramento e il perfezionamento dell’uccidere deve essere fatto moralmente e tecnicamente su esseri piccoli. Penso che ci saranno prigioni finché gli animali saranno tenuti in gabbia. Poiché per tenere in gabbia i prigionieri bisogna addestrarsi e perfezionarsi moralmente e tecnicamente su piccoli esseri”.
- Edgar Kupfer-Koberwitz, ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento, vegetariano

Ciò che i Nazisti hanno fatto agli Ebrei, gli umani lo stanno facendo agli animali.

Fino a che gli esseri umani continueranno a spargere il sangue degli animali, non ci sarà alcuna pace. C’è solo un piccolo passo da fare dall’uccidere degli animali al costruire camere a gas di stampo hitleriano e campi di concentramento di stile staliniano… non ci sarà giustizia fino a che un uomo brandirà un coltello o un’arma per distruggere coloro che sono più deboli di lui.
- “Enemies, A Love Story” – Isaac Bashevis Singer, Premio Nobel per la Letteratura, vegetariano

TU NON PUOI PARLAR D’AMORE
“Cara tu dici che ami i fiori e li strappi dai campi, dici che ami gli animali e te li mangi.
Cara, quando dici che mi ami, io ho paura!”
- Dino Ignani

♥ La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.
- M. K. “Mahatma” Gandhi (1869-1948) -

♥ Gesù amava molto gli animali.
( Giovanni Paolo II )

♥Lasciate entrare il cane coperto di fango, si può lavare il cane e si può lavare il fango…Ma quelli che non amano nè il cane, nè il fango. Quelli no…Non si possono lavare. (J.Prevert)

♥ Disse il Signore: Mi avete sacrificato un gran numero di ovini e di bovini, ma a me non da piacere il sangue dei manzi, degli agnelli o dei capretti; quando voi alzate le mani, Io distolgo gli occhi da voi e quando pregate non vi ascolto, perche’ le vostre mani sono sporche di sangue.
- Isaia (1.5) -

Quella che chiamiamo eufemisticamente “carne” sono in verità pezzi di cadaveri, di animali morti. Morti ammazzati. Perchè fare del proprio stomaco un cimitero? – T.Terzani

Il vegetarismo non è soltanto una lotta contro le barbarie, ma il primo gradino di un progresso spirituale. – Lev Nikolaevic Tolstoj

Prendi una posizione. La neutralità favorisce sempre l’oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore non il tirturato – Elie Wiesel

L’uomo non è carnivoro. L’organismo dell’uomo, contrariamente a quello dei carnivori, non è fatto per mangiare cadaveri di animali perché ne rimane intossicato a causa delle sostanze tossiche contenute nella carne.
L’organismo di un animale carnivoro cerca di espellere la carne dal proprio corpo con la massima velocità possibile, data la sua tossicità. Una riprova di questo è data dal fatto che il suo intestino è lungo 3 volte il corpo, mentre quello dell’uomo (e degli animali frugivori) è pari a 12 volte la lunghezza del corpo. Inoltre le mucose spesse e muscolose dei carnivori tollerano forti succhi gastrici, necessari alla digestione della carne, mentre l’uomo ne rimane danneggiato.L’essere umano appartiene all’ordine dei primati antropomorfi, per loro natura frugivori, cioè atti a consumare frutti, foglie, semi. La neurofisiologia, l’embriologia, l’anatomia comparata confermano come l’uomo sia strutturato per cibarsi di frutti, noci, germogli freschi, foglie tenere, tuberi, radici e non di muscoli, ossa ed interiora come i carnivori.
Questi infatti hanno conformazione dentale, patrimonio enzimatico, organi visivi, strutture di offesa, caratteristiche di potenza e d’aggressività, apparato digerente, intestinale, escretorio, sudorifero, circolatorio adatti ad utilizzare l’alimento carneo anche come fonte glucidica, consumandolo crudo e completo di interiora e sangue. Gli esseri umani senza mezzi artificiali difficilmente sarebbero in grado di cacciare.Molti sono ormai gli scienziati concordi nell’affermare che l’uomo si è convertito a consumare muscoli di animali (in principio carogne) per necessità legate alla inospitalità delle foreste nell’ambiente originario, circa 2 milioni di anni fa nell’era Neozoica, periodo Pleistocene.
In quell’epoca avvennero infatti glaciazioni, interglaciazioni (ritiro dei ghiacciai e avvento di climi più caldi) e periodi di siccità contrapposti a forti diluvi: eventi climatici instabili ed irregolari che decretarono la riduzione di gran parte della vegetazione spontanea, nonché il mutare delle foreste in savane.
L’Homo Habilis sarebbe dunque passato al carnivorismo per poter sopravvivere, pagando però lo scotto di un accorciamento della vita media.
L’uomo è diventato carnivoro in epoche in cui non si conoscevano i danni della carne: oggi solo gli esquimesi restano un popolo carnivoro per necessità assoluta. Essi consumano non solo la carne ma anche gli organi interni e le interiora e bevono il sangue. La durata media della vita di questo popolo è di 25-30 anni.
Muoiono vittime della arteriosclerosi causata dall’alimentazione carnivora.

Oltre 12 milioni di bovini. Piu’ di 17 milioni di suini. Quasi 343 milioni fra galline e altri volatili. Queste sono le cifre degli animali rinchiusi negli allevamenti in Italia; animali la cui unica prospettiva e’ di finire uccisi, al macello.

Ma mucche, maiali e galline che colpe hanno, rispetto ad altri animali tutelati e rispettati come cani e gatti? Nessuna, se non quella di non essere considerati animali “da affezione”. Forse sono in grado di soffrire meno di questi? Assolutamente no; e dunque non c’e’ alcun fondamento per cui gli animali da allevamento debbano “valere meno” degli altri, ed essere per questo sfruttati ed uccisi.
Non importa che l’animale venga definito “da carne”; anche per gli altri animali allevati, siano mucche da latte o galline ovaiole, l’aspettativa di vita e’ molto breve, e la fine comune: il mattatoio. Infatti questi animali, sfruttati al massimo delle loro possibilita’ per pochi anni, quando cominciano a diventare meno produttivi vengono macellati, e rimpiazzati con animali piu’ giovani. Non deve stupire il fatto che il circuito dei bovini “da carne” e “da latte” sia lo stesso: la maggior parte della carne bovina che viene venduta sui banconi dei nostri supermercati viene da mucche “spremute” per qualche anno e poi uccise (per farsi una idea, si pensi che la vita media di una mucca in allevamento non supera di molto i quattro anni, mentre in natura i bovini potrebbero vivere dai 20 fino ai 40 anni).

Altro che la Lola. La realta’ degli allevamenti non e’ certo fatta dei pascoli verdi che vediamo nelle pubblicita’. Anzi, esattamente al contrario, la maggior parte degli animali si trova in condizioni assolutamente contrarie ad ogni stato naturale; pochissimo spazio, nessuna possibilita’ di seguire i propri istinti naturali, ritmi alterati per stimolare la produzione.Questo ce lo dicono anche le cifre: dei 343 milioni di capi di pollame che sono allevati in Italia, circa 319 milioni sono in allevamenti con piu’ di 2000 capi. Probabilmente, polli e galline sono gli animali trattati peggio, visto la facilita’ con cui possono essere stipati in piccoli spazi e in gabbie anguste. Ma, continuando con i dati, anche per i maiali l’allevamento piu’ diffuso e’ quello intensivo: sono 7,7 milioni i suini rinchiusi in allevamenti italiani con piu’ di 2000 capi.
Di contro, gli allevamenti biologici, nei quali le condizioni di vita degli animali sono un poco piu’ tutelate dal punto di vista normativo, sono una quantita’ infinitesimale (ad esempio, i bovini in allevamenti biologici sono 230.000 su 12,4 milioni, i suini 177.000 su 17,3 milioni). Non che cambi poi molto, quando la fine continua a rimanere la stessa: la morte al mattatoio.

Mattatoi, nei quali accade di tutto. Dietro l’ipocrisia delle leggi che dovrebbero tutelare il “benessere animale”, ad esempio attraverso la pratica dello stordimento preventivo (come se potesse esistere un modo di uccidere piu’ accettabile ed “umano”), si trova invece la realta’ dei fatti: nei macelli non c’e’ alcuna cura per gli animali, lo stordimento viene effettuato approssivatimente, spesso vengono avviati alla “catena di smontaggio”* animali non ancora morti, senza tener conto dell’enorme stress antecedente all’arrivo al macello, visto che per molti animali prima ci sono lunghi ed estenuanti viaggi stipati dentro camion, senza poter bere ne’ mangiare.

(*) Macellazione:
Avvio
L’avvio alla morte e l’attesa nei recinti sono momenti di grande sofferenza spesso aggravata da mezzi e modi violenti da parte del personale (calci, bastonate, uso di pungoli elettrici) per bovini, suini, ovini e ancor più massacranti per polli e conigli che viaggiano in gabbie anguste le quali spesso cadono pesantemente. Immobilizzazione
Poi c’è l’immobilizzazione degli animali con mezzi meccanici nei macelli industriali e con mezzi manuali nei casi di mattazione familiare.
Stordimento
Lo stordimento è la pratica fondamentale per evitare all’animale la coscienza e il dolore della morte.
La legge prevede per lo stordimento:
a) la pistola a proiettile captivo per bovini,equini, bufalini, ovini e in parte suini. Il proiettile viene sparato nella testa dell’animale e poi ritratto automaticamente rendendolo incosciente ma NON uccidendolo
b) l’elettronarcosi per suini, ovini e caprini. Gli animali vengono immobilizzati e tramite due elettrodi posti sulle tempie ricevono una forte scarica elettrica che li rende incoscienti ma NON li uccide
Iugulazione
Subito dopo la stordimento deve essere eseguita la iugulazione cioè il taglio della gola che interrompe l’affluso del sangue al cervello e lo dissangua.

Nei mattatoi, gli animali spesso lottano per scappare. Il bestiame diventa frenetico quando vede gli animali che li precedono sulla linea della mattanza bastonati, accoltellati, inchiodati, e affettati elettricamente. Un recente rapporto del governo inglese ha criticato gli inefficienti metodi di stordimento nei quali risulta che spesso gli animali sono ancora completamente coscienti quando viene tagliata loro la gola.
I vitelli e i bovini, questi ultimi dopo una brusca caduta, vengono in bell’ordine appesi prima dell’esecuzione, cosa che consente (time is money) di procedere più alla svelta. Questo sistema naturalmente è proibito (da un decreto del 16 aprile 1964), ma ciò non toglie che resti utilmente in uso. I muri dei mattatoi (una bella realizzazione tecnica, non c’è dubbio, provvista come si vede di tutte le innovazioni) sono spessi; non vediamo queste creature torcersi di dolore; non ne sentiamo i laceranti muggiti, che neppure il più accanito adoratore di bistecche potrebbe sopportare. Gli effetti della coscienza pubblica sulla digestione non sono da temere.
Scrive Oscar Wilde, che il peggior crimine è la mancanza di immaginazione: l’essere umano non prova compassione per i mali di cui non ha esperienza diretta o a cui non ha personalmente assistito. Ho spesso pensato che i vagoni piombati ed i muri ben costruiti dei campi di concentramento hanno consentito l’estensione e la durata di crimini contro l’umanità che sarebero cessati molto prima se si fossero svolti all’aperto e sotto gli occhi di tutti… Sì, è vero: ogni atto di crudeltà subito da migliaia di creature viventi è un crimine contro l’umanità che viene resa un poco più dura e più brutta… Marguerite Yourcenar

* * *
A quei medici che dicono che un bambino non puo’ crescere senza carne, dico che IO NON HO MAI MANGIATO CARNE, perché quando sono nata i miei genitori erano già vegetariani. Eppure sono stata campione di salto in alto e lungo, e ora a 79 anni faccio 100 km in bicicletta, gioco a pallavolo e non ho mai avuto malattie serie.

Margherita Hack – (Febbraio 2001)

No alle uova

Anche la produzione di uova comporta la morte delle galline e dei pulcini maschi. Le galline vivrebbero quindici anni, ma negli allevamenti sono sgozzate appena il numero di uova prodotte diminuisce (di solito a due anni) per diventare carne di seconda scelta. Chi consuma le uova incentiva quindi anche la produzione di carne, oltre che la morte e lo sfruttamento intensivo di questi animali. I pulcini maschi, inutili al ciclo produttivo, vengono buttati vivi in un tritacarne per diventare mangime, soffocati o semplicemente lasciati morire accatastati in grandi mucchi.

No al latte

Non molti lo sanno ma anche le mucche e i vitellini sono uccisi nel processo di produzione del latte. Le mucche vivrebbero venti anni, ma negli allevamenti sono macellate quando la loro produzione di latte diminuisce, in genere dopo cinque-sei anni. I vitellini, strappati alla madre subito dopo la nascita, sono destinati al mattatoio a pochi mesi di vita (carne di vitella) o fatti ingrassare per essere macellati dopo due anni (carne di manzo). Le mucche sono inseminate artificialmente: se non mettessero al mondo i vitelli destinati al macello non produrrebbero latte. Inoltre sono geneticamente selezionate per aumentare la loro produttività, anche se questo induce negli animali tare genetiche che causano loro grandi sofferenze. I vitellini sono isolati in box, legati a catena, sottoposti a una dieta carente di ferro che li rende deboli e anemici: così viene prodotta la carne bianca tanto apprezzata dai consumatori. Ecco perché i vegan rifiutano latte e derivati. Non importa se il formaggio contenga o meno caglio animale (ottenuto dallo stomaco degli animali macellati): i latticini, anche se biologici, derivano comunque da un ciclo produttivo che prevede la sofferenza e la morte degli animali.

Spesso si ha, fin da piccoli, una visione totalmente distorta dei cicli del mondo naturale,e ciò perchè ci viene inculcata quasi inconsciamente. L’esempio più lampante riguarda la povera mucca,la cui funzione lattifera viene stravolta come non mai. Infatti l’idea ke spesso si ha è quasi di un animale sorpannaturale messo sulla Terra per produrre magicamente latte,e sembra quasi che nn aspetti altro di essere munta da noi per darci il sommo privilegio di berne il bianco nettare.Purtroppo però il cervello e la scienza ci dicono chiaramente che la mucca è un animale mammifero come tanti altri,come la donna per esempio,e che quindi produce latte una volta che il suo corpo ha datto l’avvio ai processi fisiologici che comporta una gravidanza. Infatti la mucca,esattamente come la donna,produce latte quando è incinta(e qualche mese dopo il parto,appunto per poter allattare il nascituro,in questo caso il vitello.)Dunque IL LATTE DELLA MUCCA E’ PER IL VITELLO,con tutto ciò che ne consegue[per es.il fatto che il latte vaccino sia 4 volte più nutriente del latte umano,in quanto il vitello cresce e si sviluppa molto più rapidamente di un bambino e quindi ha bisogno di essere nutrito più intensamente.]Ciò è riscontrabile nel fatto che molti risultano intolleranti al latte vaccino,e questo proprio perchè non è un latte adatto alla specie umana.Tralasciando il fatto che cmq il latte è un alimento per soggetti in fase di crescita(nella fase dell’infanzia),ciò che subito salta all’occhio è quindi il grande furto commesso dalla specie umana a sfavore di quella bovina:GLI UOMINI RUBANO IL LATTE ALLE MUCCHE!(ANZI,AI VITELLI!!!) Infatti l’uomo si appropria di questa sostanza vitale per la crescita delle baby-mucche,e oltre a ingurgitare un cibo non adatto a lui(e ancora meno in quanto non nell’età lattante),ne consegue che quindi il vitello non ha + di che nutrirsi. A parte il fatto che oggi le mucche d’allevamento vengono ingozzate di antibiotici per farle produrre 10 volte la quantità di latte che produrrebbero in natura,i vitelli vengono cmq nutriti con beveroni che nn hanno nulla a che fare col latte materno.

Detto questo,lascio a ciascuno trarre le conclusioni di questa efferatezza compiuta OGNI GIORNO da chiunque partecipi all’attività casearia comprando latte vaccino&annessi(yogurt,formaggi,ecc.).

Non solo,il latte oltre ad essere dannoso per l’organismo,può essere facilmente sostituito nella dieta dai corrispondenti prodotti in soya(latte e yogurt di soya,tofu a.k.a. il formaggio di soya,ecc),quindi non ci sono scusanti per tanta ostinata prepotenza verso la specie bovina.

I PESCI NON POSSONO FARCI SENTIRE LE LORO GRIDA DI DOLORE.

CIò NON SIGNIFICA CHE SIANO MENO DEGNE DI ATTENZIONE.
I pesci spesso non sono nemmeno considerati “animali”, occupano un gradino ancora più basso nella scala dell’umana compassione. La prova di tale bassa considerazione è che non si dice mai “i pesci”, ma “il pesce”. Un nome collettivo, a indicare la mancanza di una minima considerazione per la loro individualità e sofferenza.Eppure, i pesci provano dolore, molti di loro hanno sistemi nervosi complessi, alcuni, come il polpo, sono particolarmente intelligenti e capaci di compiere attività elaborate.Un terzo dei pesci pescati in tutto il mondo viene ributtato in mare dopo morto, perché “di scarto”, in quanto appartiene a specie considerate non commestibili, ma, si sa, le reti rastrellano tutto.Oltre ai pesci pescati in mare, si va diffondendo sempre di più l’acquacoltura, cioè l’allevamento intensivo di pesci, in cui questi animali vengono tenuti in spazi ristrettissimi, dove soffrono per lo stress e l’infelicità.Anche le aragoste vengono allevate in batteria, per finire poi bollite vive nelle pentole dei consumatori.

COSA PUOI FARE TU?
- Smetti di consumare alimenti animali. L’unico motivo per cui esistono allevamenti e mattatoi e’ la richiesta di tali alimenti. Ma una dieta che non li preveda – si chiama vegana, o strettamente vegetariana – non solo e’ possibile, ma anche gustosa e salutare. Sono sempre di piu’ i medici ed i nutrizionisti che, lasciando perdere vecchi pregiudizi infondati, testimoniano come dal punto di vista scientifico una dieta simile, se ben equilibrata, non puo’ che portare benefici.

CARENZE:

B12 http://www.ivu.org/italian/trans/vrg-b12.html

ALCUNI LINK UTILI:

http://www.viverevegan.org
http://www.oltrelaspecie.org/vegetarismo.htm
http://www.consumoconsapevole.org
http://www.scienzavegetariana.it
http://www.vita-universale.org
http://www.veganhome.it
http://www.oltrelaspecie.org/consumocritico.htm
http://www.vegan3000.info
http://www.vegfacile.info
http://www.veganitalia.com
http://www.veganriot.it
http://www.oltrelaspeciejunior.org
http://www.vegpyramid.info

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